Il gioco d’azzardo deve stare al passo con i tempi

L’avvento dell’uso della tessera sanitaria per l’uso delle VLT è stato un piccolo passo in avanti per il controllo dell’età dei giocatori anche se questo ha indubbiamente comportato una diminuzione nell’uso di questi apparecchi di gioco: quindi, si dovrebbe sperare che la spinta all’uso del danaro digitale che il Governo sta promozionando non abbia lo stesso effetto perché il mondo del gioco non ha senz’altro bisogno di ulteriori defezioni nei suoi incassi, considerata la pandemìa che sta incombendo come un macigno sulle attività ludiche costringendole alla chiusura ed annullando così ogni resa econoica, seppur minima, e laddove venisse condizionata da orari di apertura che non sono stati presi in considerazione dall’Esecutivo: almeno per le attività commerciali ludiche, mentre per altri settori ovviamente sì. In ogni caso, la spinta dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ad incentivare le transazioni senza contanti poiché le banconote sono considerate strumento che potrebbe diffondere il virus, ha sollecitato i Governi ad intraprendere azioni per ridurne la circolazione.

Un esempio pratico è quello che ha messo in atto il nostro Paese con il Piano Italia cashless finalizzato all’evasione fiscale come obbiettivo primario. Quindi, il processo di trasformazione digitale è già iniziato in ogni contesto compreso ovviamente quello del gioco, cosa che sta costringendo ogni Regolatore a rivedere le norme in materia di gioco mettendo in atto standard sempre più elevati per la protezione del consumatore anche rendendole ancora più restrittive ma che potranno tutelare meglio i giocatori. Proprio la pandemìa, che sta costringendo ogni popolazione a cambiare il proprio sistema quotidiano di vita, forse aiuterà anche ad accelerare questa trasformazione sull’uso del contante: ma a questo punto è inevitabile che i servizi relativi dovranno migliorare la sicurezza informatica introducendo misure di tutela insieme a standard di conformità globali in cui gli utenti devono riscontrare la massima fiducia. Evidente che l’ambiente di gioco, compresi i migliori giochi da casino, sarebbe più sicuro con il pagamento digitale con il quale, però, si deve trasmettere sicurezza e protezione in modo che l’utente si senta completamente a proprio agio.

Ma è fuori da qualsiasi dubbio che oggi, con le tecnologie avanzate sia più semplice ed efficace controllare fenomeni come il gioco compulsivo oppure il riciclaggio di danaro in un ambiente digitale piuttosto che fisico ed i risultati dovrebbero essere inevitabilmente più proficui. E quando si parla di innovazione, inevitabilmente per ciò che riguarda il mondo del gioco si deve guardare al Regno Unito, dove la Gambling Commission prevede di rivedere le norme del Gambling Act fermo al 2005 per farle “atterrare” nel 2021 e nell’era digitale: l’obbiettivo di questo intervento che già si stava aspettando da tempo è quello di concentrarsi su un più ampio impiego della tecnologia e quali effetti si possano riscontare sul pubblico e valutare, argomento importante, se gli operatori legali abbiano una responsabilità legale nei confronti della propria utenza. Nelle varianti del Gambling Act si prevede anche l’introduzione di misure a tutela dei giovani, una soglia massima di tempo di gioco sui dispositivi digitali, così come limiti di spesa di gioco e di puntate: tutte cose che probabilmente verranno prese come esempio da parte degli altri Governi.

D’altra parte si sa che quando si parla di “rapporti tra istituzioni e settore del gioco” spesso si fa riferimento proprio al Regolatore del Regno Unito che da sempre riesce ad essere “un faro illuminante” per gli altri Regolatori rappresentando uno dei mercati del gioco legale più importanti al mondo. Tutte le parti interessate alla realizzazione di un nuovo “quadro di regole innovativo” mirano sicuramente a creare un mercato digitale sostenibile che possa accontentare l’utenza e farla sentire al sicuro e, nello stesso tempo, promuovere un’esperienza di gioco coinvolgente: ma al tempo stesso introdurre tutte quelle misure concentrate alla prevenzione del gioco compulsivo, altro argomento che tutti i Regolatori tengono ben presente e nei confronti del quale non bisogna assolutamente “abbassare la guardia”. Con la transizione dai pagamenti fisici a quelli digitali ci si pone anche l’obbiettivo di contrastare il gioco illegale, purtroppo in crescita, ed incrementare le entrate erariali.

Special modo mettere in campo regole precise per gestire la certificazione dei sistemi e dei dati di gioco nonché studiare strategie e dinamiche legate ai singoli prodotti di gioco ed alla loro promozione. Ma oltre a trarre insegnamenti dal Regolatore del Regno Unito, ed alla gestione che del mondo del gioco viene fatta in quella realtà territoriale, si vuole guardare anche a ciò che accade nel nostro Paese dove come chi ama il gioco conosce bene vive un settore “sottosopra”, con un’enormità di regole che si sovrappongono e si annullano quando addirittura non si contraddicono. Quindi, andrebbe indiscutibilmente portato avanti una sorta di processo di evoluzione con un Testo Unico dei giochi che ci si auspicava già dalla Conferenza Unificata del 2017 ed al quale ancora si guarda con la speranza che qualcosa di realistico avvenga proprio in questo periodo di emergenza dove sembra l’occasione giusta per “un cambiamento, un’innovazione, una transizione” che tutto il settore ludico si aspetta da tempo.

Nel frattempo, l’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha annunciato la necessità di prorogare la scadenza delle attuali concessioni di gioco sino al 2022 proprio per cercare di ridefinire le norme del gioco cercando di fare chiarezza sulle innumerevoli ordinanze e relative disposizioni che stanno tenendo in ostaggio le attività legali di gioco, dando in pratica spazio, purtroppo al gioco illecito. Si spera proprio, considerato che è stato promesso più volte agli operatori, che nei prossimi mesi verrà messa in atto la revisione del settore, che riguarderà molto probabilmente il modello delle concessioni fisiche ed anche di quelle online, con l’obbiettivo principale di emancipare e modernizzare il quadro normativo cercando così di contrastare con più forza il mercato illegale pericolosamente in crescita ed introducendo standard più elevati per la protezione dei consumatori in vista anche del passaggio alla digitalizzazione dei pagamenti che già in buona parte si usano in questo settore.