Il gioco d’azzardo e la regione Lombardia

gioco d'azzardo e regione lombardia

Si è detto da queste righe più volte quanto la Regione Lombardia sia in testa, davanti a tutte le altre Regioni, nella lotta al mondo del gioco d’azzardo e per contrastare il gioco patologico. Si ritiene che questa Regione abbia messo in essere tutte le strategie possibili che la legge consente per “mettersi di traverso” sul cammino di qualsiasi attività di gioco. Sopratutto tutti, anche coloro che di gioco non se ne occupano, conoscono Viviana Beccalossi, Assessore Regionale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo con delega al contrasto al gioco patologico che, in prima persona in qualità di paladina del “no azzardo, no slot”, riesce ad impegnarsi h24 per studiare e promuovere qualsiasi tipo di iniziativa che possa eliminare l’intero settore ludico dal territorio lombardo, in tutti e quattro i punti cardinali che la delimitano.

Quindi ogni giorno, più o meno, si leggono o si sentono le esternazioni che questo assessore propina alla cittadinanza, per dichiarare quanto la Regione si impegni e non abbassi assolutamente la guardia nel continuare la propria battaglia per contrastare il gioco d’azzardo, i casino in slovenia e prevenire il gioco problematico o patologico. Alle domande che le vengono proposte circa un aumento delle “macchinette mangiasoldi” (come vengono “bonariamente” chiamate dall’Assessore) risponde con certezza granitica che le macchinette “ancora ci sono”, ma non certamente nelle zone delle città e dei paesi lombardi in cui la gente trascorre la propria quotidianità, dove giocano i bambini o dove le famiglie lombarde passeggiano.

Ed ancora la Beccalossi si fa forte del “proprio regolamento regionale” nel quale è statuito che non sia possibile installare slot machine in locali distanti meno di 500 metri dai “luoghi sensibili” (scuole, chiese, ospedali, centri di aggregazione) pena, le sanzioni previste dalla normativa in essere. Poi Beccalossi continua magnificando l’operato della “sua” Regione che naturalmente lotta, a spada tratta, per la prevenzione dell’abuso del gioco, sulla cura dei malati e sul controllo del rispetto delle norme che sono nel regolamento regionale sul gioco.

Ed ancora sempre più “benignamente” aggiunge che la legge, ovviamente, non può vietare in assoluto l’installazione di apparecchiature da intrattenimento o applicazioni android dei casino online: naturalmente se qualcuno decide di posizionare le slot machine in sale giochi che si “trovano in luoghi isolati, oltre il limite della distanza prevista dalla legge vigente” che lo faccia pure. Quanta “bontà” da queste parole dell’Assessore: quindi, che un imprenditore del gioco paghi dei diritti sostanziosi allo Stato, che apra un attività, che impegni magari personale per la sua sala giochi… ma che rimanga ai margini della città, magari guadagnando “nulla”… faccia pure.

Ma quali investitori possono essere così ottusi da immettere capitali in un business che già in partenza è destinato a fallire? Si sarà risposta il “nostro caro Assessore” a questa precisa domanda? Ed il personale che potrebbe essere impiegato in queste attività di gioco, dalla produzione alla messa sul mercato dei prodotti, che fine potrà mai fare? La Regione Lombardia sarà così precisa ed attenta che troverà un “lavoro alternativo” a queste risorse che hanno avuto la malaugurata idea nel credere ad un attività ludica? Ma si è certi che la “combattiva e pasionaria” Assessore avrà una risposta anche a questo… magari inserendola nel “suo” regolamento contro il gioco. Ai posteri scoprire cosa farà in questo senso e se anche qui metterà tutta la sua forza di “paladina”. Ne siamo assolutamente certi.